Convegno – Conflitto e immagine: la comunicazione tra guerra e pace

12 maggio 2005, Roma Monte dei Paschi di Siena – Via M. Minghetti, 30a Uno dei risultati maggiormente apprezzati (da organizzatori e pubblico) del primo convegno frutto della collaborazione tra ISIMM e Nova Spes, Dissoluzione dell’autore?, è stata la felice contaminazione tra le due diverse prospettive di ricerca. I problemi legati al modo in cui i media riportano un conflitto sono stati esaminati nel quadro più ampio e poco consueto del rapporto tra il conflitto come tale (non soltanto quello bellico) e la narrazione: studiosi e operatori si sono interrogati sulla possibilità che non vi sia poi una radicale eterogeneità tra il racconto di un autore, nel senso forte del termine, e il resoconto di un inviato di guerra. Con questo stesso approccio «bilaterale» ISIMM e Nova Spes intendono ora affrontare il tema della comunicazione tra guerra e pace. Che i media abbiano un ruolo sempre più rilevante e attivo nella gestione concreta dei conflitti è fuori discussione: si tratta però di capire a quali condizioni e con quali modalità essi fungano da strumenti di guerra oppure di pace. Anche in questo caso l’intento è quello di sollecitare una riflessione critica sull’operato dei media, ma, per dir così, dall’esterno: una

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Tavola rotonda – Dignità e identità personale

Roma, 29 aprile 2005 Aula Magna Lumsa In occasione della pubblicazione del volume di Vittorio Mathieu: Privacy e dignità dell’uomo. Una teoria della persona La teologia, che si è andata secolarizzando, e l’evolversi del linguaggio – che dal Wert a cui corrisponde un prezzo giunge fino a una Würde che nessun prezzo può pagare – concordano nell’assegnare alla dignità una provenienza non-empirica (dall’originario) e una consistenza non rappresentabile a guisa di oggetto che il diritto debba proteggere, bensì come il principio che fonda il diritto stesso. Atti: Partecipanti: G. Ignesti, V. Mathieu, M. M. Olivetti, R. Sanchini, Card. A. Silvestrini, G. Tognon. Agenda: Inizio lavori ore 16,30 Modera l’incontro il Prorettore Giuseppe IGNESTI Interventi di: Vittorio MATHIEU, Filosofia moraleMarco M. OLIVETTI, Filosofia della religione Riccardo SANCHINI, Elementi di retorica Card. Achille SILVESTRINI Giuseppe TOGNON, Storia dell’educazione

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Seminario – La paura come attore politico

18 giugno 2008, Roma Libreria Croce, Corso Vittorio Emanuele II Il giorno 18 Giugno 2008, alle ore 18.00 presso la Libreria Croce si è svolta la presentazione del n.1/2008 di ParadoXa, La paura come attore politico. Il fascicolo è stato presentato dal curatore, Vittorio Emanuele Parsi – Professore di Relazioni internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ed editorialista di Avvenire – e da Stefano Dambruoso, – Magistrato della Procura di Milano con esperienze nel campo dell’antimafia e dell’antiterrorismo. Relatori: Vittorio Emanuele Parsi, Stefano Dambruoso. Moderatore: Pierluigi Valenza

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Tavola rotonda – Fra diritto e morale. Quale laicità per la bioetica?

Roma, 2007 Fondazione Internazionale Nova Spes, P.zza Adriana 15 Negli ultimi mesi sono apparsi ben tre «manifesti», che enunciano alcuni principi generali circa il modo in cui è lecito e/o doveroso dare una risposta sul piano politico a questioni che sorgono sul terreno della bioetica: Manifesto per una bioetica critica (pubblicato sul numero 7/2007 di «Liberal»), Una ragione pubblica per la bioetica (pubblicato su «Europa» il 21 settembre), Nuovo manifesto di bioetica laica (presentato in un convegno a Torino il 25 novembre). Documenti di questo genere – più o meno aperti al dialogo – rischiano comunque di marcare linee di frattura piuttosto che favorire la comprensione delle questioni in gioco, se non sono costantemente sostenuti dalla pratica impegnativa di un confronto aperto e non vincolato ad esigenze strumentali. Con questo intento, la Fondazione Nova Spes si propone di sollecitare una riflessione su alcune questioni preliminari: la distinzione tra diritto e morale può rivelarsi feconda per individuare spazi di dialogo tra «bioetiche» diverse? È davvero possibile un diritto moralmente neutrale? E la «laicità» è davvero una prospettiva di parte? Atti: Introduzione al dibattito: Francesco D’Agostino, Laura Palazzani, Roberto Mordacci e Antonio Da Re. Moderatore: Stefano Semplici Sono stati invitati ad intervenire:

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Incontro-Dibattito – Conflitto e vita: Natura e contro

Roma, 27 febbraio 2003 Hotel Nazionale – Piazza Montecitorio 131 L’applicazione della tecnica al vivente appare essere un terreno di conflitti profondi relativi alla demarcazione tra ciò che è lecito e ciò che non lo è. Sarebbe sin troppo facile menzionare i numerosissimi casi ambigui (e di immediata attualità) di fronte ai quali un certo senso “comune” della morale, e le distinzioni consolidate su cui esso si regola, sembrano messi definitivamente in questione dall’enorme sviluppo della capacità umana di intervento sulle strutture ultime del vivente. Piuttosto che prendere le mosse da un livello di analisi, per dir così, al dettaglio, in cui il conflitto delle posizioni appare bensì insanabile, ma in realtà non si esplica affatto, perché non coinvolge le opzioni teoriche di cui le posizioni in contrasto sono il portato ultimo, sembra più proficuo impostare una riflessione che non sfugga ad alcuni interrogativi radicali relativi al concetto stesso di “natura”, solo apparentemente ovvio; interrogativi sulla cui vistosa assenza dall’ambito della riflessione contemporanea, e da quella propriamente filosofica in primis, è stata non a caso richiamata recentemente l’attenzione (1). Posto che la natura appare sempre più manipolabile, umanizzata, artefatta, e sempre meno assumibile come livello ultimo capace di discriminare tra

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Convegno – Conflitto e identità. Confini dell’identità – Conflitto delle differenze

Roma, 16 Luglio 2003, ore 19,00 Fondazione Nova Spes – Via Piemonte 127 Omnis determinatio est negatio: se l’identità non è semplicemente data, ma è il risultato di un’attività identificante da cui viene tracciato un confine, allora il conflitto non si aggiunge ad essa come un evento accidentale, ma le inerisce come sua possibilità essenziale. Ogni confine, infatti, per il fatto stesso di separare interno ed esterno, proprio ed estraneo, li mette in relazione e con ciò apre alla possibilità della minaccia e della difesa, rendendo l’identità precaria per definizione. Di qui i tentativi di decostruzione, che hanno caratterizzato tutto il pensiero del Novecento, sia sul versante analitico sia su quello continentale, e hanno estenuato la cartesiana «certezza di sé» fino al punto da revocare in dubbio la possibilità di riferirsi ad una identità personale. Fino a suscitare l’impressione che il concetto stesso di identità fosse ormai obsoleto. E, tuttavia, l’esplosione di una serie di conflitti etnici, politici, religiosi, che stanno drammaticamente segnando la nostra epoca e che sembrano tutti appellarsi a un’identità da rivendicare a costo della violenza, costringe a riproporre con forza il problema. Nell’atto con cui si pretende di sbarazzarsi frettolosamente dell’identità in favore delle differenze non

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Convegno – Conflitto e mercato. Il mercato: regola o detonatore dei conflitti?

Analisi tipologiche, ricostruzioni storiche, prospettive Roma, 8 Novembre 2003 Hotel Nazionale, P.zza Montecitorio 131 È lo spirito del commercio che non può convivere con la guerra (I. Kant) Il denaro appare come causa, strumento e fine di molti conflitti. Qualcuno direbbe: di tutti. Ma, forse, come suggerisce Kant, quella particolare forma di conflitto che è la competizione economica implica già un’importante presa di distanza dalla violenza della guerra. Nasce dunque l’esigenza di una riflessione senza moralismi sul mercato come luogo fondamentale del conflitto e della sua gestione, per tentare di rispondere ad interrogativi che si fanno sempre più urgenti: quali sono la natura e le forme del conflitto-competizione nel mercato? Che ne è della competizione nell’epoca della globalizzazione? E quali le differenze tra la competizione di ieri e l’odierna competizione posizionale? Le trasformazioni del mercato implicano un ripensamento dell’idea stessa di democrazia? E cosa cambia, in un conflitto, quando esso verte su almeno un denominatore di valore condiviso? Dal conflitto alla competizione Globalizzazione e nuove forme di competizione Conflitti di interesse e conflitti di identità CON IL PATROCINIO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO Il conflitto è struttura del mercato: l’interazione tra interessi particolari alimenta in maniera continua il conflitto tra gli

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Convegno – Conflitto e Immagine. Il conflitto tra narrazione e media: Dissoluzione dell’autore conflitti?

Roma, 26-27 novembre 2003 Palazzo de Carolis, Sala Minerva – Via del Corso, 307 La pittura non è fatta per decorare gli appartamenti. È uno strumento di guerra offensiva e difensiva contro il nemico (P. Picasso) I testi fondativi della nostra civiltà, la Genesi, l’Iliade, l’Odissea, attestano che l’intreccio di base di ogni narrazione è lo stesso intreccio che lega i contendenti in un conflitto: tra uomo e Dio, tra fratelli, tra nemici. È il conflitto, che costituisce come realtà l’umano, che si offre come materiale di narrazione reiterata e di simbolizzazione permanente? Sono le narrazioni e le simbolizzazioni che ci guidano alla comprensione di noi stessi e degli altri, imponendo il conflitto come chiave indispensabile di lettura di ciò che siamo? Che ruolo ha la rappresentazione nell’innesco dei conflitti, nella loro amplificazione e magari nella gestione costruttiva dei medesimi? Quali sono gli elementi caratteristici del linguaggio del conflitto, in particolare quando si tratti di un conflitto linguistico per eccellenza come quello politico? Tutto è favola, ha teorizzato Nietzsche: e questo può voler dire che le lotte che noi crediamo di cogliere nel reale sono appunto favola, modi del nostro pensare che possiamo leggere nel loro terribile potere e nelle

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